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    • Grazie ragazzi per questi racconti, è proprio vero che la passione della Vespa "non ha prezzo" Dalla mia non ho imprese epiche da raccontare come di chi è intervenuto. A 20 anni, in procinto di partire per l'Erasmus a Barcellona e non avendo nessuno che mi custodisse la Vespa a Padova dove stavo studiando, decisi di partire in solitaria alla volta della Liguria, mia regione Natale. Furono due giorni di assoluto silenzio, con in sottofondo solo il rumore rassicurante del motore della mia VBB2. Sosta a Modena in ostello, e poi volata verso il mare del golfo dei Poeti. Presi un paio di calde, me ne fregai. Mi aspettava la vita! Grazie ancora, davvero bei ricordi.
    • Ganzi!! Stasera cerco le foto di quell'evento per noi "epico"
    • ... mi fate venire le lacrime agli occhi ... 1983 .. riviera ligure ... 7 o 8 vespe partite da Milano (i più lontani da Brescia) destinazione Francia (Hyères) per incontrarci con altri amici (in macchina) a fare windsurf ... Secondo me ci siamo incrociati!!! io avevo un GS 160 bianco, ma c'era anche il mio vespino 50. A quell'epoca aveva ancora il colore originale blu guidata da uno alto 1,80, faceva impressione
    • ciao,la Vespa per farti tornare mentalmente giovane ma per davvero,la devi usare sempre e sopratutto in inverno con i geloni e le giornate di nebbia,perché quando non hai l'età della patente e il tuo mezzo è la Vespa o il dito per fare l'autostop (ndr i miei mezzi di trasporto del primo lustro degli anni 80),ricordo quando si andava al paese x perché ci sono le "fighette",oppure al Celebrità a Pavia il sabato sera,in Vespa ci si andava con qualsiasi condizione meteo per di più senza l'ausilio del casco.Quello che è certo è che anche se la Vespa era eleaborata,i viaggi si facevano con più calma,moolta calma e senza molte paranoie che ci prendono in questa era.Ricordo nel 1983 siamo partiti con destinazione San Remo,in 4 Vespe e uno con il Laverda 125lz. Ogni 50 km ci fermavamo a farci i convenevoli facendo girare  a cerchio delle misteriose sigarette che emettevano un sapore mistico,in 12 ore siamo arrivati a Varazze,mentre ora facendo la medesima strada al massimo ci impieghi 3 ore /3 ore e mezza,il giorno dopo invece siamo stati più veloci,ci abbiamo messo 3 ore ad arrivare a destinazione.   Infine noto che in alcune zone in Italia,i ragazzini di 14 anni invece di seguire la massa dei loro coetanei nell'obrobrio mondo virtuale,hanno per le mani dei 50 special sui quali si sporcano le mani e imparano ad impennare.A questi un plauso e un caloroso GRAZIE ,a questa rara specie dovremmo dare oggettivi contributi a 360°

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Showing content with the highest reputation on 05/21/2020 in all areas

  1. 2 points
    Queste situazioni mi paiono paradossali. E mi chiedo se dietro a queste grandi manovre vi sia l'effettiva intenzione di snellire la burocrazia e allentare gli oneri sul cittadino, oppure l'esatto contrario. Faccio un esempio concreto e lampante. Da qualche anno è stato "dematerializzato" il CDP, che infatti ora è rilasciato nella sola versione digitale. Questa operazione è stata elogiata con toni trionfali nelle note stampa dell'ACI e conseguentemente, anche da certa stampa che acriticamente rilancia queste note. Non solo, anche nei forum la novità è stata accolta come un grande progresso. Ne siamo sicuri? L'anno scorso ho acquistato da un privato una Panda del 2000, oggetto di numerosi trasferimenti di proprietà nel corso della sua storia. L'ultimo, prima del mio acquisto, ha avuto luogo nel 2018 e perciò l'auto era già priva di CDP cartaceo. In passato mi sono sempre occupato personalmente dei passaggi di proprietà. Il che significa: complilazione del vecchio CDP, autentica di firma all'ufficio anagrafe comunale, perfezionamento della procedura direttamente al PRA. Il tutto in maniera relativamente agevole e con un buon risparmio di denaro. E col CDP digitale come si fa? Come prima, letteralmente: occorre far "materializzare" il CDP digitale, compilarlo come in passato, ottenere l'autentica di firma, ecc. Ovviamente la materializzazione deve essere effettuata dal venditore, che dovrebbe quindi provvedere tramite agenzia oppure personalmente al PRA. Una complicazione che per un venditore è ragionevolmente inaccettabile, specie se deve perdere ore di lavoro. E quindi? Quindi non resta che optare per l'agenzia di pratiche auto, che per una voltura come quella della mia Panda ha comportato un rincaro di circa 130 €, rasentando così i 400 € (per una vettura da 800€, ma questo è un altro discorso...). A complicare ulteriormente le cose, la riorganizzazione del PRA che da giugno 2019 riceve esclusivamente su appuntamento. Appuntamento che ovviamente viene fissato da funzionari secondo i loro calendari, con poca possibilità di "trattativa"... La mia sensazione è che tutto muova in una chiara direzione: scoraggiare il "fai da te", con complicazioni esasperanti, a tutto vantaggio delle agenzie di pratiche auto. Fatico a vedere un progresso in tutto questo. La questione "dematerializzazione" degli originali, poi, mi porta ad un'altra riflessione. La trovo assurda, perlomeno se non si giunge a riconoscere il ragionevole diritto all'annullamento senza la distruzione obbligatoria. Ma pensiamo a quanto affanno nel cercare documenti e targhe originali, e a quanta speculazione questo aspetto ha generato. Per poi riscoprire che targhe e documenti sono proprietà dello Stato, che può disporne come preferisce. Magari imponendo, un giorno, la sostituzione di uno o dell'altro, o di entrambi. Meditate.
  2. 1 point
    Buongiorno, torno su questo post dopo tanto tempo per aggiornarlo e ribadire l'integrità della persona alla quale mi sono rivolto (Simone della MAV). Il potere di internet ha fatto si che gli giungesse all'orecchio questo mio post e qualche giorno fa mi ha richiamato al telefono. Abbiamo chiarito il malinteso che è stato frutto dell'incastrarsi di periodi difficili per entrambi, può succedere.... Si è proposto di risarcirmi in qualche maniera, quindi forse mi manderà indietro il mio blocco o forse qualcos'altro.... Bene così Un saluto a Simone F
  3. 1 point
    Pur non avendo particolare simpatia per Asi, la sostengo pienamente nelle battaglie che sta portando avanti. Ormai è una guerra a tutto campo con l'Aci, che peraltro per prima ha sferrato un attacco inaudito ai registri storici attualmente riconosciuti dal CdS. Il presidente dell'Aci, con un pelo sullo stomaco non indifferente, ha palesato la sua intenzione di entrare nel mondo del motorismo storico scalzando gli altri, e l'ha fatto tra l'altro con argomenti preoccupanti. Mi pare che l'Aci stia avanzando su più fronti: consolidando la sua posizione nella burocrazia ordinaria (ruolo che invece si poteva tranquillamente mettere in discussione, ma si sa come funziona con certi carrozzoni...), e dall'altra mira a diventare l'unico riferimento per gli attestati di storicità, peraltro minacciando tutti i poveretti che non hanno mezzi prestigiosi. Basta vedere le gesta del suo presidente, per capire a quale mondo appartenga. La vedo molto male.
  4. 1 point
    bene, la metterai in ordine come si merita👍
  5. 1 point
    Marco, lo dico da anni: sono tutte manovre per non far chiudere il PRA e, di conseguenza, togliere un'enorme fetta di potere all'ACI. In primis, il CdP si può PRETENDERE cartaceo come una volta, e non possono impedirti di volerlo, in secundis, hai perfettamente ragione, la semplificazione NON ESISTE, se mai il contrario! Per finire, tutto questo avvalora il mio convincimento che la presenza di targhe e documenti originali non serva assolutamente ad aumentare il valore di un veicolo storico, se non di una percentuale infinitesima. Speriamo che ASI la spunti, FMI non pervenuta. Ciao, Gino
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