Jump to content
VR News
  • IMAGES HOSTING
  • Nuovo servizio di VR .. Hosting di immagini gratuito sino a 40 mega per utente.

Marben

Utenti Registrati
  • Content Count

    17,441
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    126
  • Points

    847 [ Donate ]

Everything posted by Marben

  1. Mi scuso per la svista, evidentemente mi è sfuggito il modello riportato già nel titolo. Le lampade come è stato detto sono tutte a 6V. Quella nel proiettore è da 25W/25W. Attacco BA20D. Quelle di posizione sono gemelle, entrambe da 5W, attacco a baionetta BA15S. Quella di stop è come le "posizione", BA15S, ma da 10W. Quella del tachimetro andrebbe verificata per sicurezza. Può essere una piccola baionetta da 0,6W o da 1,2W (attacco BA6S), oppure una "tuttovetro" da 1,2W. Dipende dal portalampada montato. Se si fulminano frequentemente le lampade, le cause possono essere molteplici. In primi la qualità delle lampade che sono in vendita oggi. Per esempio le comunissime "Hert" sono alquanto scadenti e non durano molto. Ma non è detto che sia questo. A volte può essere che dipenda dallo statore. Il volano è quello originale?
  2. Luigi, la domanda è comunque lecita, i forum servono anche per piccolezze. Non facciamo come in certi gruppi Facebook in cui ad ogni domanda c'è quello che risponde "portala dal meccanico" o cose simili. Vespav, dovresti specificarci di quale PK si tratta. È una S, oppure una XL o successiva? Ha le frecce?
  3. Piaggio prescriveva il Tutela Matrix 80W90 per le PX con frizione ad 8 molle, che hanno sempre la guarnitura dei dischi in sughero. Io mi trovo bene con olio motore per moto, 10W40 sintetico (alla faccia del mito del minerale) purché conforme alla specifica JASO MA 2 che garantisce la compatibilità con le frizioni in carter umido.
  4. L'intero tubo di sterzo differisce per sezione; oltre a questo, mi pare di ricordare che sia diverso anche il diametro nel perno che fa da fulcro fra tubo e biscotto. Siccome non è detto che le quote del biscotto, al di là dei perni, siano uguali, io eviterei qualsiasi alchimia. Una forcella PXE con perno da 20 mm non è così difficile da trovare, anzi. È un lavoro più pulito e coerente. Se Piaggio ha scelto di maggiorare tutto il tubo, avrà avuto valide ragioni, tanto vale attuare per intero la modifica.
  5. Il coperchio aperto non c'entra, normalmente lo spurgo si fa prima della chiusura per poter correggere il livello in modo da non andare al minimo. La carteggiatura delle pastiglie serve ad addolcire gli spigoli, per agevolare l'adattamento ad un disco già usurato. Per la vite a croce sulla pompa: evita l'acciaio inox, che con le leghe d'alluminio può non andare affatto d'accordo. E le viti di acciaio inox non sono affatto più robuste. Meglio una vite zincata normale, ed il cacciavite giusto! Puoi mettere un velo di grasso sul filetto, preverrà gli effetti deleterie dell'ossidazione, specie se la Vespa è frequentemente esposta agli eventi atmosferici, all'umidità ed alla salsedine.
  6. Le leva ha maggiore corsa utile, dunque è possibile dosare meglio la frenata.
  7. No, Heng Tong da qualche anno fornisce Piaggio. I componenti delle LML sono diversi (anche quelli intercambiabili coi Grimeca) e probabilmente sono di origine indiana e non cinese. Le PX Euro 3, a parte le primissime, montano impianto Hend Tong. A mio avviso la frenata è ugualmente efficace e direi un po' più modulabile, ma quello dipende con ogni probabilità dalla pompa e non dalla pinza.
  8. Più precisamente, l'attuale è di produzione Heng Tong. È intercambiabile con la Grimeca e pure le pastiglie sono le stesse.
  9. Se a parità di cavo e rinvio con un terzo strumento il problema non si verifica, secondo me è difettoso qualcosa nel gruppo molla a spirale - tazza - magnete all'interno del movimento. Non mi pare facilmente rimediabile.
  10. Paolo, però, non confondiamo problemi diversi. Nel tuo caso direi che l'artigiano che ha revisionato lo strumento non ha riposizionato con la dovuta perizia la lancetta, così dopo l'intervento la velocità indicata è risultata superiore. Io quando ho dovuto sistemare qualche tachimetro dei miei mezzi, mi sono avvalso di un avvitatore ricaricabile a batteria completamente carica. Ho così una velocità certa in giri/minuto (ovviamente con ragionevole approssimazione): poniamo 1000 rpm. Per il tachimetro 1 giro = 1 metro; 1000 rpm sono 60 km/h. È giusto fare in modo che l'indicazione superi di qualche chilometro orario quella reale, come previsto in origine. Poi per maggiore sicurezza confronto con un tachimetro CEV ex Gilera abbastanza preciso. Comunque c'è chi ha ottenuto ottimi risultati anche su strada, al confronto col GPS. prima di chiudere lo strumento. Mi sento di dire che i tachimetri PreArcobaleno e Arcobaleno anni '80 siano simili per precisione, adottando un movimento quasi identico. Ovviamente le molle di contrasto sotto alla lancetta posso avere piccole differenze, le une dalle altre, per cui può accadere che strumenti identici diano indicazioni non del tutto congruenti. Certi tachimetri anni '80 (come quello del mio P150X) mostrano la tendenza a segnare di meno del reale dopo una certa velocità (es. circa 80 km/h). Altri, pur identici, non lo fanno. *** Per tornare al discorso mozzi/rinvii, come dicevo ho anch'io ho il SIP per Arcobaleno. Come ho scritto, ho settato un diverso fattore di correzione rispetto a quello consigliato da SIP: il rinvio del disco ha 17/12 denti, mentre i PX col tamburo hanno 16/12. Eppure per tutti SIP indica di impostare il fattore a 0.75 (12/16). Io ho inserito 0.71 (12/17 = 0.705), recuperando una buona attendibilità. Il problema resta relativo al mozzo, perché sui "disco", come ho scritto, è imprecisa anche la distanza percorsa. Questa - ovvero quella indicata dall'odometro - non è "tarabile", dal momento che è definita unicamente da un rapporto fisso determinato dai vari ingranaggi che compongono la catena cinematica.
  11. A dimostrazione che è il rinvio nel mozzo a compromettere l'attendibilità della misura.
  12. Alessandro, tengo gli occhi aperti. Ti consiglio comunque di fare qualche domanda ai vari venditori, magari sei fortunato e da qualcuno lo trovi. Paolo, il problema dell'accuratezza non è esclusivamente dipendente dallo strumento. Per ragioni che non mi sono chiare, Piaggio ha cambiato il rapporto del rinvio col passaggio al freno a disco: l'elicoide sul mozzo, quello coassiale all'asse ruota, ha un "dente" in più, 17 anziché 16. Questo ovviamente incide sulla precisione di quanto indicato dallo strumento, e per la velocità, e per la distanza percorsa. Io ho il tachimetro SIP ed ho provveduto ad inserire un adeguato rapporto di correzione, diverso da quello indicato dalle istruzioni di SIP che probabilmente ha trascurato la modifica relativa al mozzo del PX "disco".
  13. In foto è Veglia... Speriamo anche in scatola!
  14. Quello in foto è un Veglia; nota che non ci sono scritte Veglia sul fondello e se ricordo bene nemmeno sull'etichetta posta sul retro, è normale così. Tuttavia io ti consiglierei di chiedere una foto del prodotto effettivamente inviato, perché può essere che molti venditori non abbiano aggiornato nel tempo le foto delle inserzioni. Peraltro il codice articolo non è stato rinnovato, è sempre 583074. Puoi richiedere espressamente che lo strumento sia originale Piaggio e che abbia le lancette di colore grigio. Con queste due condizioni dovresti stare tranquillo. Ovviamente esistono strumenti imitazione indiani con le lancette grigie, ma hanno un'estetica dozzinale; solitamente hanno le spie in posizione diversa (più "in basso") ed hanno le lampade cablate volanti (non hanno, cioè, il circuito stampato flessibile, dal momento che sono derivati dagli strumenti LML).
  15. Alessandro, sembra che gli strumenti indiani dei PX Euro3 (lancette rosse) abbiano una difettosità abbastanza elevata. Esistono di almeno due produttori, Pricol e JNS. Non so se siano due nomi della stessa realtà, oppure se vi siano differenze qualitative fra i due. Potendolo trovare, forse è preferibile lo strumento Veglia (spagnolo) a lancette grigie, montato sui PX Millenium. È intercambiabile.
  16. Non voglio fare terrorismo, ma se il tuo motore è quello originale della Vespa, il paraolio va col bordo esterno in gomma. Per dormire sereni, che sia Rolf o Corteco.
  17. Ho spostato tutto in una nuova discussione, nella sezione pertinente. Io starei sotto i 2000€,
  18. Mi scuso per il ritardo, ho avuto giorni intensi e non mi funzionano le notifiche di Tapatalk sul nuovo smartphone. Io resterei sui tre colori canonici. Capitavano non di rado colori "non ufficialmente in gamma", ma magari usati su altri modelli nello stesso periodo. In questo caso il biancospino era usato contemporaneamente su molti altri modelli, ma non potendolo documentare efficacemente e non essendo nata bianca la tua Vespa, mi orienterei su altre tinte. Sempre che Paletti non possa documentare diversamente. Considera il Blue Marine, su PX prima serie a mio avviso è molto elegante. P. S. Sposto nella giusta sezione.
  19. Del 'grafite' non si trova il codice colore. Gli unici noti sono quelli riportati in questo file: http://docshare.tips/codici-colore-lml-star-deluxe_58a62903b6d87f4caf8b4a82.html Ti consiglio di far effettuare un rilievo a campione da un colorificio o da un carrozziere attrezzato, dovresti individuare una tinta equivalente, magari già in uso in ambito automobilistico (facilmente nell'ambito di costruttori indiani come Maruti, Tata, Mahidra, ecc.). Per esempio qualche anno fa ho dovuto far fare vernice a campione per una delle mie Bajaj. So che utilizzavano vernici Dupont, ma i codici non sono conosciuti. Il mio carrozziere fece la lettura con spettrofotometro e ne risultò la corrispondenza con una tinta a catalogo Maruti.
  20. Prima di qualsiasi altra prova, ti suggerirei di verificare: che non vi sia nulla sopra al tappo del serbatoio tale da coprirlo integralmente; che il tappo serbatoio abbia il foro / i fori di sfiato liberi. Per prova puoi fare un po' di strada col tappo rimosso / sollevato. Ovviamente non col pieno... Dico questo perché, specialmente col serbatoio tipo Arcobaleno, è facile chiudere i passaggi di sfiato con panni o sacchetti; il serbatoio in questo modo non può svuotarsi, se non molto lentamente. Se la tua (1983) è una preArcobaleno, col tappo incernierato, la cosa è meno probabile. Con la 200 Arcobaleno di un amico arrivammo a smontargli mezza Vespa per poi notare che aveva messo la tuta pioggia proprio sopra al tappo... indimenticabile.
  21. Se il tamburo è originale per il tuo modello, parliamo di una PX prima serie, preArcobaleno. Dunque prodotta fra il 1977 ed il 1983. Se il carter motore, come credo, è quello originale, sicuramente la sede del paraolio lato frizione ha il solco e perciò deve montare il paraolio con il bordo esterno in gomma.
  22. Ti ha risposto esaurientemente Snaicol indicando Rolf e Corteco. Nel caso dei motori large PX bisogna prestare particolare attenzione al paraolio lato frizione. Non sono tutti uguali, perché non tutti i carter hanno la sede conformata allo stesso modo. Nei carter più vecchi, la sede presenta un solco, il quale permette l'espansione della gomma sul bordo esterno del paraolio; in quelli più recenti questo solco è assente e Piaggio ha montato paraoli con bordo esterno in metallo nudo. Risulta così che là dove è presente il solco, va il paraolio "rivestito" in gomma; dove il solco non c'è, va il paraolio in lamiera nuda. Sbagliare questo abbinamento è pericoloso, perché è assai probabile che il paraolio fuoriesca e questo può anche provocare danni seri al carter motore. Allo stesso modo si devono evitare i kit paraoli economici, quali Ariete e RMS, perché quel maledetto paraolio lato frizione rischia di uscire e fare danni. Di solito si tratta di paraoli prodotti a Taiwan con marchio "PHLE". In generale eviterei tutti quelli di marchi poco noti (vedi KOK, anche se di un rassicurante colore blu...). Con Rolf e Corteco, assunte le precauzioni di cui sopra, si sta tranquilli.
  23. No, il paraolio si estrae e si reinserisce dall'esterno. Mi sembra che il tuo paraolio sia di quelli presenti nei kit molto economici, spero che quelli di banco montati dal meccanico siano di buona marca, essendo molto importanti.
  24. Paolo, io ritengo che l'unica deduzione che si possa fare è che la torretta Dell'Orto, abbinata al galleggiante dello Spaco, in questo caso non ha garantito l'effettiva chiusura da parte dello spillo. Può essere che col suo galleggiante marchiato INC (Industria Nazionale Carburatori) il problema non avesse luogo. Per questo, sulla base di esperienze passate, ho chiesto subito se fosse stato montato un "mix" di pezzi. Leggo spesso dissertazioni sui Dell'Orto migliori degli Spaco, personalmente ritengo siano equivalenti, specialmente gli Spaco distribuiti dalla Dell'Orto stessa. Quelli, per intenderci, montati da Piaggio e caratterizzati da alcune modifiche comuni alla serie "H" (quella della Cosa). Gli Spaco non distribuiti da Dell'Orto (ma pur sempre costruiti su licenza, questo è evidente) esistono, a mio avviso, in varie versioni, con differenti livelli qualitativi. Per esempio ne esistono di molto economici coi coperchi filtro carburante e saracinesca in plastica. Da notare che gli Spaco non importati da Dell'Orto sono di solito più somiglianti ai vecchi carburatori italiani (es. filettatura vite titolo). A questi appartengono anche quelli montati in primo equipaggiamento su LML e Bajaj (e questi sono interamente metallici). Inviato dal mio MAR-LX1A utilizzando Tapatalk
×
×
  • Create New...