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Restauro ET3 blu marine


Mincio82
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Ciao a tutti,

dopo aver passato l'inverno a sistemare il garage non resta che provarlo!

L'occasione si è presentata quando un mio amico mi ha affidato la sua Et3 da rimontare.

Purtroppo non ho le foto di prima ne durante la fase di carrozzeria..posso dirvi che il mezzo non era pesantemente ammaccato, e, nonostante i suoi 30 anni si presentava abbastanza scolorito e pieno di ruggine superficiale.

All'inizio, armato di pagliette in ferro, cif e polish, ho provato ad eseguire un restauro conservativo ma con scarsi risultati..in alcuni tratti la ruggine era annidata in profondità così alla fine ho consigliato la sabbiatura e amen!

Ad essere sincero, non avevo neanche l'intenzione di aprire un post per due semplici motivi:

 

1) Si spende il doppio, se non il triplo del tempo a documentare tutti i passaggi

2) Il mondo è pieno di restauri Et3 eseguiti maniacalmente, e come detto più volte io cerco l'affidabilità del mezzo infischiandomene, quando posso, di recuperare componenti originali arrugginiti solo per il gusto di dire "Ah io questo l'ho originale e nella tua è una riproduzione"

 

Poi, incalzato dagli altri utenti, eccomi qui..lo scopo (e questo lo dico fin da subito) non è quello di posizionarmi un gradino sopra agli altri (che magari lo fanno per professione o da più anni) ma è quello di creare una sorta di "How to del restauro" dal quale anche il neofita potrebbe prendere spunto per ripristinare il suo mezzo, non necessariamente Et3.

 

Dopo la premessa, iniziamo subito con il collaudare il nuovo sollevatore acquistato pochi giorni fa..e devo dire che fa proprio il suo sporco lavoro!

Come mostrano le foto l'alzata da terra è ottima, si raggiunge facilmente ogni angolo del telaio (grazie al supporto orientabile).

 

Per prima cosa (ma ovviamente è scontata) si protegge il telaio con un po di gomma dalla stretta della dima, poi lo si posiziona e lo si ancora al sollevatore.

 

2013-05-13-111.jpg

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Naturalmente il perno centrale della dima deve essere stretto con criterio, ma anche questo è scontato credo!

Se si è meno fortunati di me e non si dispone di un sollevatore, esistono un paio di alternative altrettanto valide:

 

1) Usare due cavalletti, opportunamente protetti con pluriball o materiale simile, tipo quelli delle sagre paesane sopra ai quali adagiare il telaio

2) Usare un tavolino, un vecchio mobile (vale sempre il discorso di proteggere le superfici per non graffiare la verniciatura) alto minimo 50 cm, lungo 70 - 80 e sufficientemente largo per accogliere il telaio.

 

Sicuramente vi state chiedendo cos'è questo cavolo di Pluriball..nulla di stratosferico..altro non è che quella plastica usata negli imballaggi e che da piccoli ci divertivamo tanto ad avvolgere per far scoppiare le bollicine assieme!

 

Una volta trovato il sostegno del telaio, occorre un minimo di spazio tutto attorno per poter lavorare in sicurezza e comodità..l'ideale sarebbe posizionarsi al centro della stanza dove in genere la luce è più forte oppure fare in modo che il sostegno sia facilmente spostabile in modo da riporre con cura il mezzo in un angolo in attesa della ripresa dei lavori.

 

Ora facciamo un piccolo passo indietro, e precisamente dopo il fatidico "Si, la restauro" perchè ci sono un paio di considerazione da fare:

 

- Trovare uno spazio adeguato per eseguire il lavoro

- Munirsi di scatoloni, scatoline e porta minuterie varie improvvisate per riporre i componenti che si andranno a smontare

- Lavare pesantemente il mezzo prima di iniziare a smontarlo, con il pulito si lavora meglio e si nota meglio dove intervenire

- Non avere fretta di finire perchè si può commettere qualche errore (sono lavori perfetti da svolgere quando la stagione dei raduni è finita)

- Iniziare a mettere da parte qualche soldo perchè, come minimo, spenderete 1500 euro, cifra che salirà vertiginosamente quanto più il modello è raro.

- Prestare attenzione anche nelle fasi di smontaggio, uno perchè a distanza di tempo, potete dimenticarvi di come quel particolare sia posizionato (e qui vengono in aiuti i cari smartphone e le macchine digitali); due perchè un pezzo recuperato è un pezzo in meno acquistato; tre perchè i ricambi in vendita non sono della stessa fattura di quelli originali e non sempre rispecchiano le quote.

Modificato da Mincio82
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Naturalmente il perno centrale della dima deve essere stretto con criterio, ma anche questo è scontato credo!

Se si è meno fortunati di me e non si dispone di un sollevatore, esistono un paio di alternative altrettanto valide:

 

1) Usare due cavalletti, opportunamente protetti con pluriball o materiale simile, tipo quelli delle sagre paesane sopra ai quali adagiare il telaio

2) Usare un tavolino, un vecchio mobile (vale sempre il discorso di proteggere le superfici per non graffiare la verniciatura) alto minimo 50 cm, lungo 70 - 80 e sufficientemente largo per accogliere il telaio.

 

Sicuramente vi state chiedendo cos'è questo cavolo di Pluriball..nulla di stratosferico..altro non è che quella plastica usata negli imballaggi e che da piccoli ci divertivamo tanto ad avvolgere per far scoppiare le bollicine assieme!

 

Una volta trovato il sostegno del telaio, occorre un minimo di spazio tutto attorno per poter lavorare in sicurezza e comodità..l'ideale sarebbe posizionarsi al centro della stanza dove in genere la luce è più forte oppure fare in modo che il sostegno sia facilmente spostabile in modo da riporre con cura il mezzo in un angolo in attesa della ripresa dei lavori.

 

Ora facciamo un piccolo passo indietro, e precisamente dopo il fatidico "Si, la restauro" perchè ci sono un paio di considerazione da fare:

 

- Trovare uno spazio adeguato per eseguire il lavoro

- Munirsi di scatoloni, scatoline e porta minuterie varie improvvisate per riporre i componenti che si andranno a smontare

- Lavare pesantemente il mezzo prima di iniziare a smontarlo, con il pulito si lavora meglio e si nota meglio dove intervenire

- Non avere pazienza di finire perchè si può commettere qualche errore (sono lavori perfetti da svolgere quando la stagione dei raduni è finita)

- Iniziare a mettere da parte qualche soldo perchè, come minimo, spenderete 1500 euro, cifra che salirà vertiginosamente quanto più il modello è raro.

- Prestare attenzione anche nelle fasi di smontaggio, uno perchè a distanza di tempo, potete dimenticarvi di come quel particolare sia posizionato (e qui vengono in aiuti i cari smartphone e le macchine digitali); due perchè un pezzo recuperato è un pezzo in meno acquistato; tre perchè i ricambi in vendita non sono della stessa fattezza di quelli originali e non sempre rispecchiano le quote.

 

altrimenti detto (soprattutto dalle tue parti) - BOCCIOLARE

 

Oh....vediamoci un bel restauro!!!

 

E i gommini dove li trovi????

Modificato da sartana1969
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Come fatto notare, anche l'attrezzatura è fondamentale..una buona attrezzatura unita a una visione dei lavori un po più in grande, fa l'80% in un lavoro.

Qui ci giunge in aiuto internet, armatevi di santa pazienza e iniziate a curiosare tra i vari forum..in tutti esiste la funzione CERCA che permette di avere una risposta immediata al proprio problema senza dover attendere la risposta da parte di qualche utente più o meno volenteroso.

Altro consiglio è quello di consultare i vari restauri eseguiti..non tanto per criticare (tornando al solito discorso del "questo è originale, questo va zincato etc..") o osservare la pagina del "prima o del dopo restauro", quanto per cogliere l'aspetto di preparazione allo svolgimento del lavoro..osservate quindi gli strumenti usati, l'ingegno di qualcuno utilizzato per ovviare al problema apparentemente insormontabile, le procedure usate e i risultati ottenuti...naturalmente nessuno vi vieta di rispondere e di presentare la vostra idea a tutto il forum che potrà, a sua volta, essere uno spunto per gli altri.

Non preoccupatevi più di tanto se non trovare il restauro del vostro modello..alla fine è una vespa e i componenti fondamentali son sempre gli stessi...una vespa ha sempre un motore, ha i listelli della pedana, ha i gommini, ha l'impianto elettrico, ha un manubrio etc..

Non scoraggiatevi neanche se vedete che quell'utente è attrezzato meglio dell'officina Ferrari e ha uno spazio disponibile grande quanto il vostro appartamento..sicuramente punta su utensili di marca perchè lui è un professionista del settore e oltre alle vespe si dedica ad altro, considerate poi che non tutti hanno la stessa disponibilità economica..quindi anche attrezzi in buono stato e di marca ignota uniti a quel briciolo di pazienza in più saranno più che sufficienti!

Modificato da Mincio82
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altro consiglio: se il telaio, assieme a tutte le parti verniciate, vengono preparati da un carrozziere, fate montare a lui sia il bordoscudo che i listelli della pedana.

in un restauro sono le 2 cose che rompono di più e poi....se il carrozziere ha lavorato male, lui sistema le cose, come è giusto che sia

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Ottimo suggerimento..alla fine voi pagate in base al lavoro più o meno superficiale che il carrozziere svolge, quindi meglio affidarsi a chi di mestiere (senza farsi infinocchiare) che magari condivide la vostra stessa passione per i mezzi d'epoca.

Bene, ora che il telaio è nudo e crudo spendete un paio d'ore per segnalare eventuali problemi, il carrozziere e il vostro portafoglio ringrazierà!

Mi riferisco, ad esempio a far notare che lo sportellino non va bene in battuta, che il parafango sia storto e non sia in asse con la ruota, a segnalare eventuali fori che vanno chiusi e cose di questo genere..

Un bel metodo è quello di lavorare organizzati..per organizzati si intende semplicemente catalogare le parti a seconda della loro destinazione (tutti i componenti della forcella da una parte, le parti del manubrio dall'altra e così via) oppure, per chi si è cimentato altre volte nei restauri, suddividere i componenti che andranno zincati, fosfatati bruniti..

Ora mentre il telaio è dal carrozziere, potete iniziare a fare la lista della spesa e districarvi tra la miriade di fornitori on-line che vi tratteranno più o meno bene!

Il consiglio che posso darvi è quello di non lesinare su componenti fondamentali o strutturali, come pure fissarsi di usare componenti datati e non in buono stato solo per il semplice fatto di dire "questo è originale".

Con questo non voglio dire che dovete ricomprare ogni singola vite o farvi la vespa "alla Pascoli", tanto per citarne uno, ma se il vostro intento è quello di usare il mezzo per andare ai raduni le prime cose da tenere sott'occhio sono la sicurezza e l'affidabilità!

Non è molto che mi sono riavvicinato al mondo vespa, ma in questi anni, ne ho viste di cotte e di crude: gente che gira con ammortizzatori logati Piaggio scarichi che saltellano solo appoggiando una borsa sopra alla sella, altri che tamponano perchè le ganasce, rigorosamente originali di 40 anni fa hanno fatto cilecca, o altri che rimangono per strada perchè il tanto amato impianto elettrico originale ha i fili cotti e secchi e va in corto, gente che di fatto, in data 2013, gira con copertoni d'epoca anni 80 o più datati..e questo solo per raccontarvene qualcuna..

Da una parte è bene riutilizzare il più possibile per conservare la bellezza e bestemmiare di meno in fase di rimontaggio, ma non vi intestardite..e soprattutto assicuratevi che il recupero sia stato eseguito correttamente.

 

Questo è un esempio di come ho catalogato alcune parti:

 

2013-05-13-112.jpg

Modificato da Mincio82
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..alla fine è una vespa e i componenti fondamentali son sempre gli stessi...una vespa ha sempre un motore, ha i listelli della pedana...

 

No, se è una 50 R non ce li ha :mrgreen:

 

altro consiglio: se il telaio, assieme a tutte le parti verniciate, vengono preparati da un carrozziere, fate montare a lui sia il bordoscudo che i listelli della pedana.

 

Quoto e aggiungo anche la scritta anteriore ribattuta nella parte destra dello scudo.

 

Grande Mincio, seguirò attentamente.

 

:ciao:

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Prosegue il nostro percorso con il restauro di questa bella (spero che alla fine lo diventi :mrgreen:) et3:

Se seguite il consiglio di Davide (Sartana1969) avete risolto due delle più noiose operazioni da fare:

 

- Il montaggio dei listelli

- Il montaggio del bordo scudo

 

E aggiungerei

 

- Il montaggio delle targhette metalliche

 

Se, invece, non ci avete pensato, non avevate tempo etc..bisogna arrangiarsi:

 

La prima cosa che io generalmente monto è il bordo scudo e, nel caso fosse aftermarket procedo così:

 

- Verifico che il bordo scudo non abbia piccoli difetti di lavorazione e nel caso li elimino (usando carta vetrata a grana fine, polish, pasta abrasiva etc..)

- Proteggo lo scudo con qualcosa perchè potrebbe capitare che nei vari falsi montaggi lo spigolo tagliente del bordo scudo vada accidentalmente a graffiare la vernice

- Facendomi aiutare da qualcuno, applico il bordo scudo partendo dal centro e mentre l'aiutante me lo tiene in sede, lo sagomo con le mani

- Con un martellino in gomma picchietto il bordo scudo (leggeri mi raccomando, altrimenti si ammacca) e con una cinghia (quelle per fissare le moto) disposta parallelamente al terreno, tengo saldo il bordo scudo allo scudo

- Ricontrollo e mi assicuro che il bordino sia ben posizionato e solo alla fine passo con l'apposito attrezzo e lo fisso

 

L'attrezzo da utilizzare è questo

 

80f61.jpg

 

Visto che questo giocattolino non è proprio a buon mercato, fatevelo prestare o delegate il lavoro al carrozziere! :mrgreen:

Modificato da Mincio82
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Montato il bordino è la volta dei listelli:

 

Se potete cercate di recuperare sempre gli originali perchè sono già sagomati e limitatevi a cambiare i ribattini e la gomma antiscivolo..quando li smontate segnatevi la loro posizione (esterno desto, interno sinistro,etc..) in modo da ricollocarli correttamente.

Togliete la vecchia gomma, i vecchi ribattini e spazzolateli per togliere le impurità (potete usare anche la spazzola circolare che si applica alla mola da banco); se presentano vistosi graffi o irregolarità potete carteggiarli partendo con una carta vetrata media per poi assottigliare la grana; infine una bella passata di pasta abrasiva e polish e questo è il risultato:

 

2013-05-13-115.jpg

 

Differenza tra prima e dopo:

 

2013-05-13-116.jpg

2013-05-13-114.jpg

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Ottimo suggerimento..alla fine voi pagate in base al lavoro più o meno superficiale che il carrozziere svolge, quindi meglio affidarsi a chi di mestiere (senza farsi infinocchiare) che magari condivide la vostra stessa passione per i mezzi d'epoca.

Bene, ora che il telaio è nudo e crudo spendete un paio d'ore per segnalare eventuali problemi, il carrozziere e il vostro portafoglio ringrazierà!

Mi riferisco, ad esempio a far notare che lo sportellino non va bene in battuta, che il parafango sia storto e non sia in asse con la ruota, a segnalare eventuali fori che vanno chiusi e cose di questo genere..

Un bel metodo è quello di lavorare organizzati..per organizzati si intende semplicemente catalogare le parti a seconda della loro destinazione (tutti i componenti della forcella da una parte, le parti del manubrio dall'altra e così via) oppure, per chi si è cimentato altre volte nei restauri, suddividere i componenti che andranno zincati, fosfatati bruniti..

Ora mentre il telaio è dal carrozziere, potete iniziare a fare la lista della spesa e districarvi tra la miriade di fornitori on-line che vi tratteranno più o meno bene!

Il consiglio che posso darvi è quello di non lesinare su componenti fondamentali o strutturali, come pure fissarsi di usare componenti datati e non in buono stato solo per il semplice fatto di dire "questo è originale".

Con questo non voglio dire che dovete ricomprare ogni singola vite o farvi la vespa "alla Pascoli", tanto per citarne uno, ma se il vostro intento è quello di usare il mezzo per andare ai raduni le prime cose da tenere sott'occhio sono la sicurezza e l'affidabilità!

Non è molto che mi sono riavvicinato al mondo vespa, ma in questi anni, ne ho viste di cotte e di crude: gente che gira con ammortizzatori logati Piaggio scarichi che saltellano solo appoggiando una borsa sopra alla sella, altri che tamponano perchè le ganasce, rigorosamente originali di 40 anni fa hanno fatto cilecca, o altri che rimangono per strada perchè il tanto amato impianto elettrico originale ha i fili cotti e secchi e va in corto, gente che di fatto, in data 2013, gira con copertoni d'epoca anni 80 o più datati..e questo solo per raccontarvene qualcuna..

Da una parte è bene riutilizzare il più possibile per conservare la bellezza e bestemmiare di meno in fase di rimontaggio, ma non vi intestardite..e soprattutto assicuratevi che il recupero sia stato eseguito correttamente.

 

Questo è un esempio di come ho catalogato alcune parti:

 

[ATTACH=CONFIG]127655[/ATTACH]

 

Utilizzava il tuo stesso metodo anche Hannibal per disporre nel frigorifero le varie parti di..........

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MODERATOR

eheheheheh:ok:

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Mentre il lavoro dei listelli prosegue, è arrivato Babbo Natale:

 

Immagine 010.jpg

 

Come potete notare non è tutto per me, per risparmiare qualcosina sulle spese di trasporto mi sono messo d'accordo con qualche socio del vespa club..

Premetto che non era mia intenzione sponsorizzare tale fornitore, non avevo semplicemente voglia di oscurare ogni singola targhetta..mi limito a dire che vista la qualità dei ricambi che attualmente ruota al mondo vespa, questa persona ha un buon rapporto qualità/prezzo/velocità.

 

Tornando in tema..arrivato il pacco è buona cosa aprire e controllare subito che tutto l'ordine sia stato evaso e che non ci siano oggetti danneggiati, segnalare quindi al fornitore l'esito con una semplice mail.

Immagine 003.jpg

Immagine 008.jpg

Immagine 009.jpg

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Mentre il lavoro dei listelli prosegue, è arrivato Babbo Natale:

 

[ATTACH=CONFIG]127763[/ATTACH] [ATTACH=CONFIG]127764[/ATTACH] [ATTACH=CONFIG]127765[/ATTACH] [ATTACH=CONFIG]127766[/ATTACH]

 

Come potete notare non è tutto per me, per risparmiare qualcosina sulle spese di trasporto mi sono messo d'accordo con qualche socio del vespa club..

Premetto che non era mia intenzione sponsorizzare tale fornitore, non avevo semplicemente voglia di oscurare ogni singola targhetta..mi limito a dire che vista la qualità dei ricambi che attualmente ruota al mondo vespa, questa persona ha un buon rapporto qualità/prezzo/velocità.

Tornando in tema..arrivato il pacco è buona cosa aprire e controllare subito che tutto l'ordine sia stato evaso e che non ci siano oggetti danneggiati, segnalare quindi al fornitore l'esito con una semplice mail.

 

perfettamente d'accordo......

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Eravamo rimasti ai listelli della pedana da pulire e lucidare..se, come me, non amate questo genere di lavoro, posso consigliarvi di alternare il rimontaggio per svagare un po la mente ed evitare di fare pasticci dovuti alla noia o alla stanchezza del momento; tanto i listelli e altri componenti fanno parte di quei pezzi che possono essere montati anche successivamente.

Detto fatto sono passato all'impianto elettrico!

Ne ho acquistato uno aftermarket che mi ha fatto sicuramente risparmiare sulle spese e sul tempo per ripristinare il vecchio..eventuali adattamenti andranno risolti al momento.

Ho agito così per il discorso che facevo pochi post sopra..il mezzo verrà usato per i raduni e l'affidabilità è la prima cosa.

 

- Per prima cosa va accertato che l'impianto elettrico sia compatibile (sono molti i fornitori on-line che sbagliano le descrizioni o le unificano erratamente), quindi fatevi un giretto su internet e verificate.

- Successivamente, usando un po di nastro isolante (o come nel mio caso carta gommata perchè avevo finito il nastro) dovete unire quasi tutte le ramificazioni per evitare che resti incastrato nei pertugi del telaio;

 

2013-05-19-130.jpg

 

Spendete quei due minuti di tempo in più per posizionare al meglio i cavi, questo vi permetterà di usare meno nastro (che fa spessore) e vi avvantaggerà il lavoro

 

- Si inizia a far passare l'impianto elettrico; ognuno ha il suo metodo testato e stra testato nel tempo..non mi dilungo, quindi, più di tanto sull'argomento e vi illustro il mio.

 

Io inizio sempre dal nasello e procedo per tappe (nel senso che non lo farò passare tutto in una volta), questo perchè:

 

a) In molti modelli vespa il nasello è asportabile, quindi si ha a disposizione maggiore spazio per lavorare

b) Il nasello è un punto, indicativamente intermedio..se partissi dal fondo o dall'alto senza usare una sonda arriverei al punto che il cavo perdendo di rigidità si arrotola nel tunnel

c) Partendo dall'alto ci sono le due sedi un po strettine e, in caso di impianti elettrici un po più complessi, le varie giunture passano a fatica

 

2013-05-19-132.jpg

 

 

Quella in foto è la posizione di partenza, successivamente:

 

- Spingo l'impianto elettrico verso il posteriore e infilando le dita nel foro dell'alloggiamento del pedale del freno lo faccio uscire da li

 

2013-05-19-135.jpg

 

- Tiro l'impianto elettrico (aiutandomi con l'altra mano) fino a quando i cavi del clacson non saranno all'incirca dove dovrebbero essere

 

2013-05-19-134.jpg

 

- Tolgo il nastro e libero i due cavi che saranno usati dal pedale del freno

- Reinserisco l'impianto elettrico dal pedale del freno e lo faccio uscire dal pozzetto del carburatore

- Tolgo il nastro e separo i cavi che andranno alla scatolina di derivazione del motore, alle luci posteriori e, in questo caso, alla centralina

- Faccio passare le ramificazioni appena liberate e il posteriore è finito

 

2013-05-19-137.jpg

 

Ora ritorno al clacson e faccio passare i restanti cavi aiutandomi con un pezzettino di fil di ferro piegato ad uncino come sonda

 

2013-05-19-136.jpg

 

In circa 15 minuti l'impianto elettrico è stato fatto passare

 

2013-05-20-151.jpg

2013-05-19-138.jpg

Modificato da Mincio82
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bene, trovo un po' incasinata la descrizione x il passaggio dell'impianto elettrico, personalmente faccio su come hai detto tu, solo i cavi che devono sbucare dal manubrio, e invio un filo come quello della frizione proprio dal foro di uscita a fianco alla sede della forcella, poi lo lego direttamente al cablaggio in zona pozzetto e, meglio se in due, conviene che uno spinga su i cavi dal pozzetto e l'altro tiri su il filo d'acciaio........meglio aiutarsi cacciando due dita nel foro del pedale freno. Una volta sbucati i cavi zona manubrio, con un uncino di ferro tiro fuori i due fili del clacson

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Anche il tuo è valido come metodo, se qualche altro utente ha alternative le scriva pure (con chiarezza ovviamente) così le raggruppiamo tutte qui e il futuro restauratore userà quello a lui più congeniale.

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ecco.

ora che ho letto come cambiare senza diventare matti l impianto della small mi toccherà pure mettere l impianto dell et3 sulla special..adesso ci pensiamo.. :)

 

Per il Px il procedimento è pk medesimo,anche se c è qualche derivazione in più?

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