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Ottenere targhe storiche è possibile!


gigler

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La proposta di modifica dell'art. 60 del CDS prevede che possa essere assegnato un numero di targa "disponibile" per l'anno di immatricolazione del mezzo. A senso, un numero di targa disponibile corrisponderebbe ad un mezzo demolito a suo tempo. Non è chiaro se possa essere assegnato lo stesso numero di targa che il mezzo aveva in origine, qualora ci fossero le condizioni per farlo.

Trovo che sia una bella iniziativa per salvaguardare e valorizzare il patrimonio motoristico italiano. Tuttavia è evidente che l'intento è anche quello di creare gettito in un settore frequentato da persone se non abbienti, per lo meno attente alla bellezza dei loro mezzi.

Spero tanto che tra le maglie del provvedimento non possano nascondersi, nel concreto, scappatoie per i soliti furbi.

Comunque bella proposta, finalmente.

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A me non è chiara una cosa

Secondo voi, nel caso di un mezzo circolante al quale per esempio si sia scolorita o rovinata la targa, sarà possibile chiederne la ristampa?

Questo permetterebbe di evitare soluzioni non del tutto legali, ma adottate da molti oggigiorno...

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4 minuti fa, cera89 dice:

A me non è chiara una cosa

Secondo voi, nel caso di un mezzo circolante al quale per esempio si sia scolorita o rovinata la targa, sarà possibile chiederne la ristampa?

Questo permetterebbe di evitare soluzioni non del tutto legali, ma adottate da molti oggigiorno...

Andrebbe reso obbligatorio! 

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MODERATOR
54 minuti fa, cera89 dice:

A me non è chiara una cosa

Secondo voi, nel caso di un mezzo circolante al quale per esempio si sia scolorita o rovinata la targa, sarà possibile chiederne la ristampa?

Questo permetterebbe di evitare soluzioni non del tutto legali, ma adottate da molti oggigiorno...

Le targhe non catarifrangenti possono essere restaurate legalmente lasciando inalterato il simbolo di stato.

Comunque non è un provvedimento giusto, ci sono molti mezzi radiati e/o demoliti con ancora le loro targhe che si vedrebbero per sempre negata la possibilità di conservarla perché qualcun altro ha voluto una targa storica.

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9 minuti fa, zichiki96 dice:

Le targhe non catarifrangenti possono essere restaurate legalmente lasciando inalterato il simbolo di stato.

Comunque non è un provvedimento giusto, ci sono molti mezzi radiati e/o demoliti con ancora le loro targhe che si vedrebbero per sempre negata la possibilità di conservarla perché qualcun altro ha voluto una targa storica.

Concordo, senza contare che una targa deve essere prodotta una sola volta e deve essere di proprietà dello Stato, altrimenti chi mi garantisce che altre 10 vespe hanno la mia targa? 

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MODERATOR
2 ore fa, zichiki96 dice:

Comunque non è un provvedimento giusto, ci sono molti mezzi radiati e/o demoliti con ancora le loro targhe che si vedrebbero per sempre negata la possibilità di conservarla perché qualcun altro ha voluto una targa storica.

Quoto in pieno, se passa questa proposta cosi com'è ne vedremo delle belle.
Sarei più propenso solo per i mezzi di cui non si conosce il numero di targa precedente di proseguire con le vecchie numerazioni da dove si sono esaurite, per quelle per cui si conosce il vecchio numero assegnare questo. Ovvio il tutto nel formato coerente con l'epoca del veicolo.

 

Vol.

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Non è ancora stata approvata, anche se sembra che lo sarà.

Spero solo che non ne facciano un pasticcio. :roll:

Ciao, Gino

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15 ore fa, Skippino dice:

Con il tempo i mezzi con targa 'originale non riassegnata' potrebbe salire di quotazione proprio per questo motivo...

Che un veicolo storico assuma più valore solo perché ha targa e documenti storici, è un'anomalia esclusivamente italiana.

Comunque, che assegnino targhe distrutte a veicoli che ne sono sprovvisti e per i quali non si possa risalire a quella originale, mi pare un'emerita cavolata, anche perché non si può mai sapere se quella targa, magari con il veicolo assegnatole, non spunti in futuro.

Ai veicoli storici d'origine sconosciuta non si dovrebbe assegnare nessuna targa del passato, a mio modesto parere.

Ciao, Gino

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17 minuti fa, GiPiRat dice:

Che un veicolo storico assuma più valore solo perché ha targa e documenti storici, è un'anomalia esclusivamente italiana.

Comunque, che assegnino targhe distrutte a veicoli che ne sono sprovvisti e per i quali non si possa risalire a quella originale, mi pare un'emerita cavolata, anche perché non si può mai sapere se quella targa, magari con il veicolo assegnatole, non spunti in futuro.

Ai veicoli storici d'origine sconosciuta non si dovrebbe assegnare nessuna targa del passato, a mio modesto parere.

Ciao, Gino

Concordo al 100%, poi in Italia, dove fanno le targhe false e vendono libretti radiati uso collezionismo e punzonano telai a tutto spiano figuriamoci che razza di mercato ne uscirebbe... nel giro di 2 anni si cambiano le targhe doppie come le figurine🤣

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6 ore fa, GiPiRat dice:

Che un veicolo storico assuma più valore solo perché ha targa e documenti storici, è un'anomalia esclusivamente italiana.

Comunque, che assegnino targhe distrutte a veicoli che ne sono sprovvisti e per i quali non si possa risalire a quella originale, mi pare un'emerita cavolata, anche perché non si può mai sapere se quella targa, magari con il veicolo assegnatole, non spunti in futuro.

Ai veicoli storici d'origine sconosciuta non si dovrebbe assegnare nessuna targa del passato, a mio modesto parere.

Ciao, Gino

Quoto alla lettera Gino.

Diciamo che scritto cosi l'emendamento è una porcata, almeno nella parte in cui si prevede di assegnare "numeri di targa disponibili" a veicoli di origine sconosciuta (a come sembra venga sottinteso...).

Quindi in futuro potrei trovare la targa del mezzo radiato o demolito che possiedo (e che per ora non ho intenzione di regolarizzare) assegnata ad un altro mezzo... e qui i santi si sprecherebbero.

Come sempre, in teoria alcuni politici hanno idee condivisibili, ogni tanto... ma poi all'atto pratico di mettere nero su bianco... fanno sempre il porcaio.

Qualcuno ha scritto facendo riferimento a quelle ditte che stampano targhe replica... bèh... saputo di questa legge, si muoveranno per entrare nella mangiatoia, dato che hanno già tutta la strumentazione per poter stampare delle vere targhe...e cercare di ottenere l'autorizzazione di operare per conto dell'Istituto Poligrafico di Stato.

Io spero che qualcuno ci metta un occhio più esperto e chiarisca la questione.

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Quello che sottolinea Gino è esattamente la mia perplessità iniziale. Perché non assegnare lo stesso numero di targa (quando noto) e se non è possibile tenersi la targa europea? Il rischio di giocare a domino con targhe uguali è alto, in effetti.

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MODERATOR

Che poi sorgerebbe anche un secondo problema. Se non si può risalire alla targa originale del mezzo (anche se basterebbe digitalizzare gli archivi del pra, considerando che già lo fanno con gli archivi di stato non capisco, al fine di ricercare direttamente da numero di telaio la targa originale ), la nuova immatricolazione si configurerebbe come prima immatricolazione l'anno corrente.

L'unica cosa buona è la riduzione del "monopolio" dei Registri storici, forse avremmo un abbassamento dei costi di iscrizione

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Il 23/12/2020 at 12:15, GiPiRat dice:

Comunque, che assegnino targhe distrutte a veicoli che ne sono sprovvisti e per i quali non si possa risalire a quella originale, mi pare un'emerita cavolata, anche perché non si può mai sapere se quella targa, magari con il veicolo assegnatole, non spunti in futuro.

Stesso mio pensiero.

Anche qui su VR nel tempo sono comparse Vespe "demolite per uso su suolo privato" - come uso frequente un tempo, fino a che era ammesso - rinvenute con ancora la loro targa. Per prassi quella targa sarebbe dovuta essere ritirata e distrutta, ma talvolta questo non è avvenuto. Allo stato attuale quella targa può essere mantenuta. Ma, un domani, se quello stesso numero di targa fosse già stato riassegnato?

Si rischiano gran confusioni e forse il legislatore non ha ben chiaro il caos che regna in Italia, in larga parte causato dalla duplicità MCTC - PRA che, a quanto pare, in Italia perdurerà sino al giorno del giudizio :roll:

Per il resto potrebbe essere una buona iniziativa se offerta con rincari modesti. Darebbe un colpo basso all'assurda speculazione che in Italia si opera col pretesto della "targa originale". Ma potrebbe, per assurdo, avere l'effetto contrario qualora questo servizio comportasse aggravi notevoli, e già c'è stata allusione a qualcosa del genere, visto che oggi più che mai c'è necessità di fare cassa. Hanno già iniziato col rincaro della revisione biennale.

 

Il 24/12/2020 at 00:11, zichiki96 dice:

Che poi sorgerebbe anche un secondo problema. Se non si può risalire alla targa originale del mezzo (anche se basterebbe digitalizzare gli archivi del pra, considerando che già lo fanno con gli archivi di stato non capisco, al fine di ricercare direttamente da numero di telaio la targa originale ), la nuova immatricolazione si configurerebbe come prima immatricolazione l'anno corrente.

Il rischio non dovrebbe esistere: già ora quando avviene una reimmatricolazione viene annotato l'anno di prima immatricolazione in Italia, se noto, oppure quello di costruzione. La mia VNB5, che ho reimmatricolato nel 2012 come veicolo di origine sconosciuta, ha indicato sulla carta di circolazione l'anno di costruzione (1964).

Questo non evita in assoluto equivoci (spesso in questi casi viene (o veniva) comunque indicata la "prima" revisione a distanza di quattro anni - vedi Portale dell'Automobilista - mentre a termini di legge, non trattandosi di un veicolo di nuova fabbricazione, la prima revisione cade dopo due anni.

In ogni caso vengono comunque riconosciute l'anzianità e la storicità dei veicoli, anche ai fini assicurativi.

Certo, la digitalizzazione degli archivi cartacei del PRA sarebbe un'ottima cosa e permetterebbe indagini molto interessanti.
Purtroppo, però, pare che non sarebbe sempre possibile per la distruzione degli archivi di alcune sedi, anche per calamità naturali (avevo letto di qualche caso del genere). Credo che peraltro ormai il PRA, come emanazione dell'ACI (sempre più simile ad una macchina da soldi), sia sempre più orientato verso attività meno faticose e più remunerative. Le recenti politiche sembrano volte a limitare sempre di più le interazioni col pubblico; risparmio e semplificazioni per il cittadino ad oggi non pervenuti.

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7 ore fa, Marben dice:

...

Purtroppo, però, pare che non sarebbe sempre possibile per la distruzione degli archivi di alcune sedi, anche per calamità naturali (avevo letto di qualche caso del genere). ...

Un ottimo esempio è la distruzione dell'archivio provinciale di Stato di Firenze durante l'alluvione del 1966, dov'erano conservati i registri cartacei ante 1960. :roll:

Ciao, Gino

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Il 23/12/2020 at 12:15, GiPiRat dice:

Che un veicolo storico assuma più valore solo perché ha targa e documenti storici, è un'anomalia esclusivamente italiana.

Comunque, che assegnino targhe distrutte a veicoli che ne sono sprovvisti e per i quali non si possa risalire a quella originale, mi pare un'emerita cavolata, anche perché non si può mai sapere se quella targa, magari con il veicolo assegnatole, non spunti in futuro.

Ai veicoli storici d'origine sconosciuta non si dovrebbe assegnare nessuna targa del passato, a mio modesto parere.

Ciao, Gino

difatti, sarà così: i mezzi dei quali non si conosce il numero di targa originale NON potranno fare ripristino di targa storica, perché è di ripristino che si parla, non di un'assegnazione casuale.

 

ah, dimenticavo di sottolineare che di conseguenza verrà, su richiesta, riassegnata la targa coi numeri originali ai mezzi radiati volontariamente, sia per la re-immatricolazione con C.R.S. che per mezzi già immatricolati in precedenza ai quali era stata assegnata la targa europea. Buon Natale

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9 ore fa, IRCANODR177 dice:

difatti, sarà così: i mezzi dei quali non si conosce il numero di targa originale NON potranno fare ripristino di targa storica, perché è di ripristino che si parla, non di un'assegnazione casuale.

Non è così.

Se leggi quello che vogliono aggiungere al dispositivo di legge te ne rendi conto:

"l’emendamento prevede di aggiungere all’articolo 93, comma 4, del Codice della Strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, i seguenti periodi: “L’immatricolazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico è ammessa su presentazione di un titolo di proprietà e di un certificato attestante le caratteristiche tecniche rilasciato dalla casa costruttrice o da uno degli enti o associazioni abilitati indicati dall’articolo 60. In caso di nuova immatricolazione di veicoli che sono già stati precedentemente iscritti al PRA e cancellati d’ufficio o su richiesta di un precedente proprietario, ad esclusione dei veicoli che risultano demoliti ai sensi della normativa vigente in materia di contributi statali alla rottamazione, è ammessa la facoltà del richiedente di ottenere targhe e libretto di circolazione della prima iscrizione al PRA, ovvero di ottenere una targa del periodo storico di costruzione o circolazione del veicolo, in entrambi i casi conformi alla grafica originale, purché la sigla alfa-numerica prescelta non sia già presente nel sistema meccanografico del Ced della Motorizzazione civile, e riferita ad altro veicolo ancora circolante, indipendentemente dalla difformità di grafica e di formato di tali documenti da quelli attuali rispondenti allo standard europeo. Tale possibilità è concessa anche retroattivamente per tutti quei veicoli che sono stati negli anni reimmatricolati o ritargati purchè in regola con il pagamento degli oneri dovuti. Il rilascio della targa e del libretto di circolazione della prima iscrizione al PRA, nonché il rilascio di una targa del periodo storico di costruzione o circolazione del veicolo sono soggetti al pagamento di un contributo, secondo ammontare, criteri e modalità definiti con apposito decreto dirigenziale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I proventi derivanti dal contribuito di cui al periodo precedente concorrono al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica”.

Ti ho evidenziato in grassetto la parte interessata ed in rosso quella che, secondo me, non va.

Una targa assegnata potrebbe essere perfettamente ancora installata su un veicolo storico NON CIRCOLANTE, ed il sistema meccanografico non saperlo, e quando, tra un anno, o dieci, decido di rimettere in regola quel veicolo, trovo che la mia targa è stata assegnata ad un altro. E' chiaro? Una porcata.

Ciao, Gino

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Il 25/12/2020 at 20:35, GiPiRat dice:

Non è così.

Se leggi quello che vogliono aggiungere al dispositivo di legge te ne rendi conto:

"l’emendamento prevede di aggiungere all’articolo 93, comma 4, del Codice della Strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, i seguenti periodi: “L’immatricolazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico è ammessa su presentazione di un titolo di proprietà e di un certificato attestante le caratteristiche tecniche rilasciato dalla casa costruttrice o da uno degli enti o associazioni abilitati indicati dall’articolo 60. In caso di nuova immatricolazione di veicoli che sono già stati precedentemente iscritti al PRA e cancellati d’ufficio o su richiesta di un precedente proprietario, ad esclusione dei veicoli che risultano demoliti ai sensi della normativa vigente in materia di contributi statali alla rottamazione, è ammessa la facoltà del richiedente di ottenere targhe e libretto di circolazione della prima iscrizione al PRA, ovvero di ottenere una targa del periodo storico di costruzione o circolazione del veicolo, in entrambi i casi conformi alla grafica originale, purché la sigla alfa-numerica prescelta non sia già presente nel sistema meccanografico del Ced della Motorizzazione civile, e riferita ad altro veicolo ancora circolante, indipendentemente dalla difformità di grafica e di formato di tali documenti da quelli attuali rispondenti allo standard europeo. Tale possibilità è concessa anche retroattivamente per tutti quei veicoli che sono stati negli anni reimmatricolati o ritargati purchè in regola con il pagamento degli oneri dovuti. Il rilascio della targa e del libretto di circolazione della prima iscrizione al PRA, nonché il rilascio di una targa del periodo storico di costruzione o circolazione del veicolo sono soggetti al pagamento di un contributo, secondo ammontare, criteri e modalità definiti con apposito decreto dirigenziale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I proventi derivanti dal contribuito di cui al periodo precedente concorrono al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica”.

Ti ho evidenziato in grassetto la parte interessata ed in rosso quella che, secondo me, non va.

Una targa assegnata potrebbe essere perfettamente ancora installata su un veicolo storico NON CIRCOLANTE, ed il sistema meccanografico non saperlo, e quando, tra un anno, o dieci, decido di rimettere in regola quel veicolo, trovo che la mia targa è stata assegnata ad un altro. E' chiaro? Una porcata.

Ciao, Gino

non conosco la fonte, ma sicuramente non è ufficiale. Visto che non è stato ancora approvato nulla mi riservo di leggere il testo dopo che verrà approvato. Sicuramente il tam-tam sarà arrivato alle orecchie dei legislatori, visto e considerato che, se fosse come dici tu, sarebbe un grosso  casino. Ciao

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