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Rassegna post, interventi di restauro largeframe *in aggiornamento*

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Lo scopo di questo post, è innanzitutto quello di fornire una guida rapida a quanti appassionati si cimentano al restauro fai da te, l'obiettivo è di rendere il meno dispendiosa possibile la ricerca nelle migliaia di post creati in questi anni di frenetica attività sulle nostre Vespe.

 

Grazie alla nostra piattaforma sono disponibili migliaia di consigli e guide, mediante l'impegno dei moderatori, per affrontare le più comuni problematiche riscontrate durante le fasi del restauro, alle più impegnative.

 

La mia iniziativa è di sfruttare queste preziosissime risorse, facendone un decalogo, propriamente commentato, che con il tempo si arricchirà sempre di più, fornendo maggiori dettagli documentati con foto e descrizioni insrite a tema.

 

 

 

 

Iniziamo dalle fondamenta, senza una Vespa non si può ovviamente iniziare, è banale ma molti nostri frequentetori del forum, si preoccupano del restauro ancor prima di possedere una Vespa, bene, non è importante come essa sia basta che sia una Vespa, il lavoro che richiede sarà in funzione dello stato attuale e della completezza di tutti i componenti.

 

Fase 1° Valutazione della Vespa

Non è cosa semplice per un neofita, ma ripeto se c'è la volontà a prescindere dallo stato e dal colore, e completezza del mezzo, nella maggior parte dei casi è sempre possibile riportare allo stato originale la vostra Vespa.

 

La valutazione della Vespa si basa su due aspetti fondamentali, scocca e motore.

La scocca, tolte le sacche laterali, che generalmente sono le parti più sogette ad urti e graffi, non ci preoccupano più di tanto, purchè esse siano presenti, perchè la reperibilità è molto difficoltosa.

Molto importante è osservare con attenzione la presenza di ruggine, che in alcuni casi ed in certi punti può essere un grave problema, soprattutto se passante,ma sempre risolvibile, certo come già anticipato ne va del vostro tempo e danaro, ed in certi casi non se ne puo fare a meno.

 

Esempio di una Vespa, nello specifico di una VNB5, conciata un po maluccio

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Allora, pronti per iniziare questa emozionante impresa?

A questo punto non si può tornare indietro,armatevi di santa pazienza per portare a termine il vostro restauro, molti utenti di questo forum ci insegnano che non bisogna avere fretta.

 

Ovviamente anche le Vespa della serie PX possono trovarsi in pessimo stato, non solo le nonette ultra trentennali, ad esempio personalmente, ho appena terminato un restauro di una P200E in pessime condizioni, non dipende dall'età ma dalle condizioni d'uso e conservazione del nostro scooter, che ne determinao lo stato attuale.

 

Esempio di una giovincella, abbandonata per due o tre anni alle intemperie

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Cosa ci serve per iniziare un restauro fai da te ?

Anzitutto un piccolo spazio, che può essere il retro di un comunissimo box, o nei casi più fortunati un angolo ricavato dal vostro giardino privato, in commercio si trovano dei box portauensili da giardino a prezzi abbordabili sufficientemente spaziosi.

La regola numero uno è: poter interropere il lavoro in qualsiasi momento, esendo tempi ritagliati in vari momenti della giornata, quindi non pensate neanche all'ipotesi di ritirare tutto in una scatola ed accantonare tutti i vostri pezzi fino al prossimo momento libero, perchè potrebbero passare giorni, o mesi...

 

Smontare la nostra Vespa:

Supponiamo di dover smontare la Vespa per il restauro, che sembra cosa da poco, ma non lo è. Ritengo invece che sia una fase molto importante, perchè in questo momento ci rendiamo conto di cosa dovrà essere sostituito, e lo stato di salute generale dela nostra Vespa. Molti conoscenti del club, preferiscono smontare da se, pur essendo consci di non poter rimontare, ma semplicemente perchè i carrozzieri non vogliono saperne, e nella maggior parte dei casi vi sarà una terza persona che dovrà rimontare il tutto e far funzionare perfettamente la Vespa. Questo è, a mio parere, il modo peggiore per approciare ad un restauro fai da te. Fai da te significa che chi non ha lo spazio, il tempo, i mezzi per operare, può tranqullamente rivolgersi a chi ha più disponibilità e conoscenze, il lavoro, pur sempre gratificante del fai da te racchiude diverse attività che il proprieterio del mezzo può fare, collaborando così al suo restauro, come responsabile dei lavori, che non è poco, risparmiando un bel gruzzoletto da devolvere sui costosissimi ricambi.

Quindi se non siete proprio in condizioni di smontare e rimontare tutto, cercatevi per prima cosa un tecnico che sia ingrado di smontare e capire ciò che smonta selezionando e recuperando il più possibile se si tratta di una nonetta, e revisionando il possibile se parliamo di una serie PX.

 

In che cosa consiste collaborare ad un restauro? Il proprietario del mezzo puo fungere da ufficio acquisti e aprovvigionare i ricambi al tecnico sollevandolo da molte perdite di tempo e responsabilità, e soprattutto evitare che i prezzi dei ricambi subiscano degli aumenti del 50% ed in certi casi 100% ,semplicemente farsi stilare una lista precisa di tutti i componenti che durante lo smontaggio risultino usurati, rotti, o inrecuperabili. Poi cercatevi un buon carrozziere che sia anche battilastra, e non solo verniciatore-montatore, che vi è notevole differenza. Pattuite un prezzo con lui, non prima di aver fattogli vedere il mezzo completamente smontato e sabbiato. Accoradtevi per i tempi di lavorazione e consegna, meglio scrivere due righe, e lasciargli un'acconto, serve per correttezza verso un professionista e fargli capire che non gli farete perdere del tempo, ma la cosa dovrà essere reciproca.

 

Fatta questa piccola evasione dall'argomento principale torniamo a bomba sullo smontaggio. Per esperienza vi posso dire che non dovete dare mai nulla per scontato, quindi non dovete esitare nel prendere appunti, che al momento possono sembrare banali, perchè potrebbe sembrare ovvio che quella vite o quel filo vadno li, ma a distanza di settimane, mesi, potremmo non ricordarci con esattezza e si potrebbero commettere errori a volte gravi.

Quindi taquino e penna, per i più tecnologici foto dei vari dettagli prima di iniziare a smontare, e soprattutto per i passaggi dei cavi che in fase di montaggio danno sempre problemi, soprattutto nella serie PX che rispetto alle nonnine hanno un impianto elettrico più complesso, e se si è alle prime armi il riassemblaggio potrebbe risultare difficoltoso.

 

Qui alcuni esempi di foto fatte prima di rimuovere il copri manubrio di un P200E, nello specifico, mi interessava ricollegare il tutto senza avere dubbi, e soprattutto rispettare i passaggi attorno al conta KM e dei cavi di comando.

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Oltre ad aver realizzato queste foto, ho anche segnato sul famoso taquino i colori dei fili che erano in comune con altri con colori diversi, nel mio caso poi essendo di un modello destinato ai mercati extraeuropei, l'impianto elettrico in questione è diverso dagli altri PX che ho montato.

 

Per quanto concerne le nonnine il tutto si semplifica notevolmente, l'unica cosa da fare è procurarsi una decina di bustine di carta, tipo quelle che si trovano nei bar quando asportiamo il nostro croissant, per poter conservare tutte quante le nostre preziose viti vitarelle e rondelle, per poi selezionarle ed eventualmente acquistarne di nuove avendo i campioni della misura e tipologia a portata di mano. Qualora fossero in buono stato le ritroveremo facilmente nella fase di rimontaggio, la comodità stà nel fatto che si può facilmente scrivere da dove provnengono, esempio, i bulloni del volano, la rondella ed il dado di xx, i bulloni del cavalletto, i morsetti dei freni, le viti della targa, il kit del canotto, ecc ecc. Sembra banale ma se nello smontaggio buttate indiscriminatamente tutte le viti e le rondelle in una bacinella come ho visto fare, poi non ci capirete più nulla, e vero che non si perderanno le viti, ma non saprete mai con esattezza la corrispondenza esatta, perdendo così tantissimo tempo prezioso , ed in più nel cercare la vite giusta creerete una gran confusione, rischiando di perdere componenti necessarie per altre fasi di montaggio.

 

 

Dopo aver stabilizzato la vostra Vespa ad un'altezza che vi consentirà di accedere agevolmente, nelle foto precendenti, ho utilizzato un cavalletto in legno, ridotto di circa 10 cm per le pedane, ed un supporto ad altezza variabile recuperato da una sedia da ufficio con rotelle, per il posteriore.

Per metterla su non è difficile, meglio essere in due, abbassando tutto il livello del supporto del carrello si arriva a circa 40cm da terra, quindi sollevo il posteriore della Vespa e lo appoggio sul lato del carter, a questo punto, facendo attenzione a bloccare le rotelle del carrello, a seconda del peso della Vespa, si afferra dal lato della sospensione sollevandola di circa 70 cm, e inserisco il cavalletto, fatevi aiutare, ci troveremo con la vespa un po impennata, a quel punto basta allegerire il carico sul carrello posteriore e alzare il pistone a gas e la vostra Vespa sarà ad un'altezza ottimale per iniziare a smontare.

 

Tolte le ruote e la sella che sono gli accessori che pesano di più riuscirete anche a spostare il tutto con una certa facilità, poichè il motore poggia su un carrello a 5 rotelle, certo dipende anche dal tipo di superfice. Meglio comunque avere una sorta di sollevetore, ma non è alla portata di tutti.

 

Per prima cosa consiglio la rimozione del serbatoio, per chi è alle prime armi può destare qualche dubbio.

Qui troverte delle indicazioni interessanti:

 

 

 

Smontato il serbatoio, se necessita,va pulito bene, ed eventualmente trattato con Tankerite.

Qui troverete un' intero articolo dedicato al restauro completo di un serbatoio

 

http://www.vesparesources.com/index.php?option=com_content&view=article&id=52:tankerite&catid=34:tecnica&Itemid=73 (Aggiornato)

 

Prima di ridurre la vostra bella vespetta in pezzi, qui troverete utilissime informazioni, per chi ha deciso di fare tutto made in home. Intendo dire verniciare da se ! Che per esperienza personale può sembrare un'impresa impossibile, ma credetemi fattibile.

Ed eccovi un altro link importantissimo ricco di contributi di altri utenti.

 

http://www.vesparesources.com/restauro-largeframe/6118-p200e-usa-restauro-finita.html (aggiornato)

 

Ok, se non fa per voi, o non disponete di una cabina di verniciature rigorosamente casalinga, o non avete la possibilità di verniciare all'aria aperta, bene rivolgetevi ad un carrozziere.

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Quindi si procede allo smontaggio, per agevolare le operazioni vi suggerisco di isolare completamente il motore dai cavi di comando, freno posteriore, frizione, cavetti del cambio, impianto elettrico, e tubo della benzina.

In questo modo potremmo sfilare via tutti i cavi senza problemi, non prima di aver smontato il faro anteriore ed il conta KM per le nonnine, o il copri manubrio se si tratta di un PX.

 

Smontare il motore

 

Il motore deve essere smontato se si intende procedere con il restauro, e quindi approntare la scocca per la sabbiatura.

Per estrarre dal vano il motore non è difficile, è un lavoro da 10 minuti al massimo, e si può tranquillamente fare da soli.

Prima però e consigliabile smontare la marmitta, non è impossibile smontare il motore con essa ma è meglio, nella mia esperienza sono stato costretto a smontarlo con la marmitta per via del perno bloccato nel braccio.

 

Per prima cosa allentare il perno centrale che tiene il braccio-sospensione, qundi togliere il dado e la grover, chiave del 22.

A questo punto procuratevi un'altro cavalletto di altezza standard, circa 80 cm, da tenere li vicino a disposizione.

Svitare il dado dell'ammortizzatore posteriore, senza estrarre il perno.

Sfilare il perno centrale, quello infilato nel telaio che tiene il braccio-sospensione, la discesa è minima sul carrello circa 10 cm, e gran parte del peso di esso è già in appoggio.

Quindi agiare il braccio sull'asse di legno, a questo punto il motore è praticamente sul carrello, il posteriore della scocca scarica il peso mediante l'ammortizzatore posteriore. Qui entra in gico il secondo cavalletto quello alto 80 cm circa, lo posizionerete esattamente nel bordo più esterno della scocca, per intenderci dove va fissata la targa, una volta posizionato correttamente, potete sfilare via il perno dell'ammortizzatore ed abbassando il pistone del carrello,che con il peso del motore scenderà facilmente, senza fare fatica potrete spostare il motore sul vostro bel carrello convertito in supporto mobile.

 

Per il momento il vostro motore lo parcheggiate in un angolo dove non possa darvi noia, la parte tecnica verrà trattata nel relativo post. Tecnica

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Fase 4° Smontare tutti i comandi ed impianto elettrico dal telaio

 

Arrivati ad aver tolto il motore dalla nostra Vespa, ci rimane tutto il resto da smontare, ovvero tutti i comandi, l'impianto elettrico, e la forcella anteriore non prima però di aver liberati i semimanubri dai cavi del cambio e frizione lato sinistro e dai cavi accelleratore e freno anteriore lato destro ed ii comandi dell'impianto elettrico, che nella serie PX comprende due devio uno a destra, come tutte le Vespe, ed in più uno a sinistra per gli indicatori di direzione, ma in questa serie l'impianto elettrico è divisibile dalla scatola centrale di giunzione dietro al nasello, il che agevola notevolmente questa fase.

 

In questo post troverete un supporto per smontare diversi componenti che a volte i meno esperti potrebbero incontrare difficoltà, esempio; il freno posteriore della serie VNB che è valido anche per moltissimi altri modelli ante PX, ed inoltre nei vari contributi forniti da altri utenti, anche una guida su come smontare i comandi dai semimanubri e la rimozione degli stessi ,il devioluci lato destro,come smontare il rubinetto dal serbatoio, e se scorrete nelle pagine altri utili suggerimenti e consigli.

 

 

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Rileggendo alcuni post ne ho trovato un particolarmente ineressante,ricco di contributi spiagazioni,e comparazioni di modelli equivalenti,trattasi di un restauro impegnativo di una VBB1 realizzato proprio da Horusbird qualche tempo fa,qui di seguito il link :

 

http://www.vesparesources.com/restauro-largeframe/620-restauro-impegnativo-vbb1t.html

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Se avete seguito i suggerimenti fino a questo punto dovreste trovarvi la vostra amata Vespa in questa condizione, nuda e sabbiata, pronta per essere ribattuta, saldata, e riverniciata.

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Bene bene, adesso arriva la parte più dolente, la carrozzeria, per molti sarà anche la parte piu impegnativa di un restauro home made, perchè è necessario, a differenza della parte tecnica, molta manualità, diciamo che è come possedere un vena artistica. In queste fasi non serviranno chiavi ed attrezzature particolari,diciamo che tutti possono ottenere risultati più o meno soddisfacenti, dipende ovviamente dai punti di vista...in tutti i sensi, ma soprattutto tanto occhio e tatto. Più avanti approfondiremo questo concetto.

 

Non dimenticatevi di velare la nuda e indifesa Vespa con un fondo (primer) antiruggine, che varia a seconda dei modelli prodotti, nelle nonne è di color nocciola (3000M) e nelle serie px è grigio (8012M),non prima di aver eseguito gli interventi sui lamierati necessari a far tornare in perfatta forma la Vespa, ad esempio ribattiture varie alle pedane, allo scudo, ed alle scacche laterali, nei casi più disastrati si interviene mediante la sostituzione o saldatura a riporto o brasatura in ottone qualora vi fossero buchi o crepe.

 

Qualche esempio:

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Rimosso il "marcio" possiamo preoccuparci di consolidare il nostro telaio con eventuali ricambi pre formati, esempio pedane, che con soli 70-80 euro si possono reperire sul mercato, oppure per chi si affida ad un battilastra, ma il costo sarà sicuramente più elevato, alla ricostruzione completa della stessa. In coomercio si trovano anche i traversini singoli, poichè in molti casi, non in quello fotografato, la ruggine passante intacca solo essi. Al contrario, per una dimenticanza, quest'esempio è di una Vespa dimenticata per un paio di anni con il tappeto pedana posato, ed esposta in ambiente umidissimo, il continuo condensare dall'umidità ha contribuito ad una corrosione della lamiera dall'alto verso il basso, lasciando come si scorge dalla foto i traversini integri, corrodendo la pedana dal lato opposto.

 

Nelle foto di seguito si vede come sono state sostituite le inter pedane e saldate ad ottone.

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Dopo aver eseguito grossolanamente la varie ribattuture e riparazioni si può dare la prima mano di fondo, nell'esempio è un 8012M

 

Per dare il fondo ho utilizzato un'aerografo professionale ASTURO serie HVLP, con ugello da 1,5. Diluendo il fondo al 50% con diluente per nitrosintetica. In questo caso una mano non è sufficente. Se diversamente avessi utilizzato un'aerografo per detta applicazione, quindi con ugello più grande avrei diluito meno e fatto una sola passata per ottenere lo stesso risultato.

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Ecco un altro interessante scambio di informazioni relativo alla fase del trattamento di un telaio relativo ad una VNB, in questo caso non era necessario un'intervento radicale, ed oltretutto è stato eseguito senza l'utilizzo di compressore e pistola professionale, guardate un po....

 

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Ecco lo sciogliere di altri dubbi, sempre inerenti a stucco e preparazione di una scocca, e la descrizione delle blasonate ASTURO e l'utilizzo di compressori "hobbistici"

 

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Ed è in questo momento che si iniziano ad apprezzare i risultati, dopo aver passato intere giornate a seppiare e stuccare e viceversa, potete ammirare la vostra tinta finalmetne spruzzata sulla vostra bella scocca, che fino a dieci minuti prima era monotona ed opaca, ora già ci sembra di vederla finita, certo sono le emozioni,normali, di coloro i quali si sono cimentati in questa indescrivibile impresa, come per magia la nostra vespatta prende vita e ci sorride, il colore che abbiamo tanto cercato e sparato fosse quello che più ci appagasse ora è li ed ogni volta che la guarderete vi darà gioia.

 

Ecco il risultato della verniciatura

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Ovviamente, in foto non si vede l'effetto finito, poichè in questo restauro è sata utilizzata vernice Nitrosintetica, quella che poi va lucidata con pasta abrasiva ed olio di gomito.

 

Eccovi alcuni particolari in fase di verniciatura e lucidatura

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La lucidatura prosegue, è conveniente passare la pasta per carrozzieri in modo uniforme su tutta la scocca, poi le parti a vista verranno ulteriormente lucidate, ed a Vespa montata si passerà la cera protettiva.

 

Ovviamente per quanti scelgono la vernice bicomponente, non dovranno preoccuparsi della lucidatura perchè la bicomponente è composta da una base opaca ed un lucido per quanto riguarda i metallizzati, mentre per le tinte pastello non è necassaria la seconda passata,che verrebbe spruzzata come fosse una seconda mano.

 

Ora preoccupiamoci delle fasi di rimontaggio, facciamo un ordine di idee, per prima cosa, dove previsto, bisogna montare il bordo scudo, oggetto che desta non pochi dubbi e difficoltà, vi sono diversi modelli in commercio originali e non. Vi suggerisco comunque di scegliere sempre un bordoscudo originale o riprodotto per Piaggio, per esperienza personale quelli di concorrenza non sono mai riuscito a montarli, vuoi per la differenza di curvatura o per la scarsa malleabilità dall'alluminio, ci ho rinunciato. Se non disponete dello speciale attrezzo per la chiusura del bordoscudo non iniziate neanche il lavoro, pena rovinarsi irrimediabilmente il profilo, sia dell alluminio, e se si cercasse di rimuoverlo, anche dello scudo della Vespa.

 

Ecco l'attrezzo per montare il bordoscudo, tratto dal mitico Vespazza, che lo costruisce in maniera ineccepibile, e con cura del dettaglio.

 

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Qui la foto,tratta dal post di Ricmusic, di un bordoscudo appena installato.

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Montato il bordoscudo, che deve essere la prima cosa da farsi, perchè il manubrio impedirebbe il passaggio dello strumento sulla parte superiore dello scudo, possiamo iniziare a montare le strisce pedana del perimetro, perchè esse vanno a pizzicare il bordo scudo con il ribattino del puntale, quindi se non si hal bordo fissato definitivamente non si riesce a forare nel punto esatto.

 

Qualche esempio di montaggio strisce pedana,tratto dal post di Ricmusic

 

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Qui, una foto del particolare dove si notano i ribattini alle estremità superiori delle strisce, notare anche come il ribattino del perimetrale fissa il bordoscudo.

Tratta da restauro P200E USA

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Ecco un'altra utile discussione in merito a questa impegnativa fase, il fissaggio delle strisce pedana. Nel post linkato, troverete informazioni inerenti a rivetti e ribattini, qui si fondono due scuole di pensiero, quella tradizionale rappresentata dal classico ribattino, e quella "moderna" sostenuta dal rivetto, decisamente più rapida la sua applicazione, che fece la sua prima comparsa sulla Vespa solo con l'avvento della nuovissima serie PX Arcobaleno Elestart dal 94 in poi, dove tralaltro il bordoscudo è in plastica nera, ed i rivetti in questione non sono prorio dei comuni rivetti, ma quasi.

 

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Resto dell'idea, che il ribattino, dove previsto, doni alla Vespa, un tocco di classe in più. Molti si ostinano a non utilizzarlo, ma vi assicuro che non è difficile installarlo come può sembrare. Personalmente, per l'installazione, utilizzo un martello senza manico da 300gr, questo per assestare colpi con più precisione, poi dalla parte opposta, quella lato bombato, o piano svasato ( serie PX), utilizzo una mazetta da 500gr, in piu per scaricare la forza nella testa, e per non segnarla, uso un adattatore in ottone del diametro della testa del ribattino,( l'ideale sarebbe una piccola incudine da 1 kg), taglio con una trochesina l'eccesso del gambo, che deve sporgere di circa 3mm prima di essere battuto, tre colpi con il martallo senza manico, tenendo premuto con il contraccolpo la testa, ed il gioco è fatto.

Qulcuno dopo la battitura, suggerisce di passare una lima per ricreare la zigrinatura che si ha in origine dal lato che si va a ribattere.

 

Ecco altri esempi di montaggio strice pedana ,in questo caso si tratta di una serie VBA

 

Qui il link del restauro completo:

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Ora che entrambi i passaggi, montaggio strisce pedana e bordoscudo, sono ultimati, e non è poco, siamo ad un buon punto, non ci resta che inserire l'impianto elettrico, non prima di averlo controllato con perizia, perchè una volta inserito e cablato risulterebbe difficoltosa un'eventuale riparazione. Infilato l'impianto elettrico, passiamo alle trasmissioni, cavetti e guaine, per non creare confusione, i cavetti in acciaio trefolato verranno sfilati ed inserite le sole guaine.

Qui troverete due foto dettagliata relativa ai passaparete in gomma, utilizzati per comandi.

Queste foto sono state estratte da un altro utilissmo post di restauro curato da Ricmusic, e devo dire molto utile per la ricchezza dei vari interventi, vi linko la discussione per intero:

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Noto con disappunto che i kit reperibili in commercio sono decisamente più lunghi di ben 10-15 cm rispetto gli originali, quindi nella speranza che non abbiate gettato via le vecchie guaine vi suggerisco di utilizzarle come misura per avere la stessa lunghezza d'origine. Memore di questo problema, lunghezza eccessiva, preferisco acquistare la guaina a metro, poichè i kit sono già muniti di capoguaina, e se si tagliassero , bisognerebbe avere a disposizione altri capoguaine. Diversamente per la serie PX sono ancora disponibili ricambi originali, ed il problema non sussiste.

 

Sciolto l'ennesimo dubbio vi invito al proseguimento del montaggio, qui due strade, montaggio del propulsore, dove viene spiegato in tre semplici passi, operazione eseguibile anche da soli.

 

http:

 

Oppure il montaggio della forcella a voi la scielta. Io monto prima il motore, per un discorso di stabilità della Vespa, poi inserisco la forcella, il manubrio, e procedo infilando i cavetti di trasmissione,ingrassando bene, uno alla vota collegandolo al suo dispositivo, Gas,aria, cambio, frizione, freno anteriore, ed infine freno posteriore.

Collegati tutti i comandi non vi rimane altro che fare i registri vari, esempio il gioco della leva frizione che deve sempre essere di almeno 3-4 mm, questo ad evitare che il rallino prema costantemente sul piattello di spinta, consumandosi inutilmente. Altra raccomandazione, la taratura dei cavi del cambio che non vanno tirati molto ma il tanto necessario da eliminare il gioco del semimanubrio del cambio, questo per avere un cambio di marcia rapido e preciso. Per il Gas, un pelino di gico è sempre necessario, assicurarsi che la manetta si chiuda da sola, molto importante a livello di sicurezza! Per quanto riguarda i freni, e soprattutto quello anteriore, fare in modo di sfruttare una leva ottimale, nel senso che la leva anteriore deve poter essere modulata con due dita, e se le lasciamo pochissimo gioco non ruisciremmo a frenare correttamente, senza usare tutta la mano. Per il freno posteriore non ho particolari suggerimenti, meglio è avere ganascie e tamburi efficenti.

In mertito a questo argomento vi sottopongo un'altro utilissimo link:

 

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Bene , non resta che fare un giro di collaudo finale, e se tutto è andato per il verso guisto, ed avete seguito tutti i suggerimenti trattati in questa rassegna, dovreste trovarvi in una simile situazione

 

http://it.youtube.com/watch?v=14wm-YAq-wc

 

Non sempre partono al primo colpo, ma .... se c'è benzina e scintilla, la Vespa parte semre, e non vi abbandona mai, anche se a volte la Vespa è sofferenza!

 

Antonio C.

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STAFF

Questa ricca carrellata di fasi di restauro trova ideale completamento nell'archivio di discussioni che questa sezione mette a disposizione. Al termine degli interventi sin qui relazionati dal nostro Antonio restano gli ultimi lavori e le eventuali rifiniture, per cui vi rimando alle altre discussioni.

 

Ringraziando Antonio per il contributo preziosissimo, ritengo opportuno aprire un topic di discussione inerente a questa eccellente guida, così che ciascuno abbia modo di chiedere chiarimenti e di approfondire alcune fasi. Detto questo, vi segnalo pertanto quest'altra discussione.

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Ottimi consigli, grazie. Non finisco mai di scoprire cose nuove su VR.

Però, per favore mi suggerite il motivo per cui non riesco ad aprire i rimandi ad altre discussioni. Misi apre sempre e solo la homepage di VR. Grazie

Claudio

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Ottimi consigli, grazie. Non finisco mai di scoprire cose nuove su VR.

Però, per favore mi suggerite il motivo per cui non riesco ad aprire i rimandi ad altre discussioni. Misi apre sempre e solo la homepage di VR. Grazie

Claudio

 

Anche a me succede la stessa cosa:azz::mah::mah:

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Scusate posso avere un indicazione per vedere le foto allegate a questa indispensabile discussione ?

Appena clicco su un'allegato il sistema tenta di aprire la pagina corrispondente ma dopo aver segnalato per brevissimo tempo un messaggio di errore mi rimanda alla pagina principale.

 

Grazie

Saluti a tutti

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