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Marben

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Su Marben

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    Moderatore
  • Compleanno 17/08/1988

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  • Città
    Robecco sul Naviglio
  • Le mie Vespe
    VNB5, ET3, P120X senzafrecce, P150X senzafrecce, 50L, PX150 Euro2, 2x Bajaj Classic SL
  • Occupazione
    Tecnico

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  1. Molto dipende dallo stato di usura dei catalizzatori, che perdono efficienza con l'utilizzo. Non a caso le nuove normative di prossima attuazione introdurranno criteri di mantenimento nel tempo (per meglio dire: coi chilometri) dell'efficacia dei dispositivi.
  2. Credo sarebbe necessario anche un nulla osta della Piaggio; diversamente non sarebbe solo "visita e prova", ma un più complesso iter di omologazione. Quanto alla sostanza, invece: da Euro 2 ed Euro 3 cambia veramente poco. Oltre allo scarico col SAS c'è soltanto una diversa configurazione del carburatore, attuata peraltro senza inventare nulla perché set di getti e ghigliottina esistevano già prima della Euro 3. Anch'io ero al corrente della storia della "diversa ghisa": la voce arriva da ambienti Piaggio, tuttavia mi chiedo se sia davvero così rilevante. Sicuramente i cilindri originali di produzione recente sono assai robusti, ma non di meno lo erano quelli vecchi (e io credo che pure quelli sopporterebbero bene temperature molto elevate). L'accensione invece non dovrebbe essere parte del discorso: le prime Euro 3 uscivano ancora col caro vecchio impianto Ducati.
  3. Aggiungo che la Euro 2 si distingue al volo dalla Euro1 per la presa del SAS (Sistema Aria Secondaria, con tubazione e filtro) e da quella Euro3 per l'assenza della flangia a tre viti sul collettore. Se devi acquistare la marmitta per "essere in regola", conviene cercare quella giusta, che recherebbe il giusto codice di omologazione.
  4. Marben

    Ci mancava pure questa!

    ... almeno avviseremo gli ignari pedoni, che con questi veicoli sibilanti rischiano grosso. Io comunque sono abbastanza rigido: sono convinto che i veicoli storici siano un patrimonio da preservare e tramandare, quindi la loro elettrificazione (che termine ferroviario!) è a mio avviso da evitare. Peraltro passa il messaggio che questi veicoli possano in misura significativa aumentare l'inquinamento, mentre sappiamo che non è così: sia per il parco effettivamente circolante, sia perché negli anni abbiamo assistito ad una sproporzionata demonizzazione funzionale alla promozione del "nuovo". Emblematico il nuovo caso diesel: e pensare che sotto processo sono oggi quei veicoli che una decina d'anni fa ci sono stati pressoché imposti dall'oscura e prepotente lobby dell'ecologia. Ho capito solo una cosa: a dar retta a questi si producono sempre più rifiuti, e l'inquinamento nelle nostre città rappresenta sempre un'emergenza. Ovviamente non c'è da prendersela con dei ragazzi intraprendenti, i quali forse sono stati mossi anche dal desiderio di recuperare in parte un vecchio veicolo. Resto però dell'idea che sia opportuno preservare integralmente i veicoli storici.
  5. Il regolatore di tensione è scagionato. Esso non è in alcun modo responsabile di malfunzionamenti dell'impianto di accensione, ovvero non partecipa alla generazione della scintilla fra gli elettrodi della candela. La sua funzione è piuttosto quella di limitare la tensione erogata all'impianto luci e, nel caso di Vespe con batteria, provvedere alla sua ricarica. Dovresti pertanto concentrarti su altri componenti: segnatamente statore e centralina CDI. Lo statore è stato sostituito non molti chilometri fa, ma questo non ci autorizza ad escluderlo a priori. La centralina è quella scatoletta posta dietro al motore, se è quella di primo equipaggiamento è certamente di colore azzurro. Oltre a questi due componenti, ci sono elementi collaterali che possono in qualche modo inficiare il funzionamento dell'accensione: la candela, il cavo della candela con la sua forchetta, il cavo di spegnimento (di colore verde) che collega la centralina alla chiave di contatto. Partiamo da quest'ultimo: sulle PX più vecchie facilmente l'isolante si deteriorava, generando malfunzionamenti dell'accensione; per quello che ho potuto vedere, la qualità dei cavi montati sulle PX più giovani è decisamente migliore e tenderei ad escludere un suo deterioramento. Puoi tuttavia controllarne lo stato aprendo la scatoletta in plastica nera posta sopra alla chiocciola del motore: si tratta del cavo verde collegato alla centralina che poi entra in una guaina nera e, da lì, va alla scocca. Puoi provare la Vespa con questo cavo staccato, consapevole che per questo la posizione della chiave di contatto non avrà effetto (non potrai spegnere la Vespa): se col cavo scollegato la Vespa va bene, il cavo è logoro in qualche punto e si verificano dispersioni verso massa. Per quanto riguarda il cavo candela e la relativa forchetta, assicurati che quest'ultima non sia eccessivamente usurata, ovvero che sia solidamente fissata al cappuccio metallico della candela. Quest'ultimo deve essere avvitato a fondo sulla candela stessa. Il cavo candela deve essere fissato stabilmente alla centralina; considera che esso è di fatto "avvitato" nella presa ad alta tensione della centralina e deve resistere ad una moderata trazione. Candela: hai già provato a sostituirla? Leggo che parli di odore di bruciato: questo può essere imputabile ad inefficace combustione, cosa non difficile da credere se la Vespa perde colpi. La Vespa monta ancora il catalizzatore originale? Anch'esso col tempo e coi chilometri può danneggiarsi, in qualche caso questo può dare problemi di erogazione, se gli elementi ostruiscono il passaggio dei gas. Veniamo ora a statore e centralina. Per quest'ultima non esistono procedure di verifica affidabili; occorre provarne un'altra sicuramente funzionante e valutare la persistenza del problema. Per lo statore invece ci sono delle semplici prove che possono rivelarsi indicative di un malfunzionamento. Se hai dimestichezza col tester (multimetro) puoi effettuare due misure resistive. Devi settare il multimetro in modalità Ohm (simbolo "Ω"), fondoscala (se il tester non lo determina automaticamente) 2000 Ohm. Misurando fra il cavo bianco e quello rosso (a centralina scollegata) devi avere circa 110 Ohm. Questa misura si riferisce al pick-up dello statore. Misurando fra il cavo bianco e quello verde (sempre con la centralina scollegata) devi rilevare circa 500 Ohm. Una tolleranza di svariati Ohm è accettabile (per esperienza, ti dico che una deviazione di 40 Ohm nella maggior parte dei casi non si accompagna a malfunzionamenti di alcun genere). Se queste misure sono vicine ai valori nominali, ti conviene procurarti una centralina e provarla (puoi fartela prestare, oppure comprarne una, ché di scorta male non farebbe). Se devi comprarla, preferisci la centralina Ducati: si trova sia in busta Piaggio, sia in confezione Ducati. È garanzia di affidabilità e costa pochi euro in più di un ricambio di concorrenza, che talvolta può durare anche solo poche ore. Se i valori dello statore sono invece sballati, è probabilmente che tu debba sostituirlo ancora una volta. Anche qui l'originale Piaggio è una buona scelta, anche se in questo caso - occorre ammetterlo - in passato alcuni lotti si sono rivelati problematici. Fai queste prime prove e facci sapere!
  6. Marben

    iscrizione registro storico dubbi!!!

    Sante parole, anche a me è capitato, negli anni, di fornire consulenza e consigli per l'iscrizione al r.s. FMI. C'è molto pressapochismo a tal riguardo. E ostinazione, tale da togliere motivazione.
  7. Comincia con una bella pulizia con benzina o diluente. Poi una passata iniziale con paglietta (tipo pentole) imbevuta di Svitol o simile per sgrossare e poter valutare l'entità di graffi e segni. Se ci sono graffi profondi occorrerà abbassare le zone coinvolte con lime e limette, sino a far sparire i solchi. I graffi minori ed i segni lasciati eventualmente dalle lime andranno poi rimossi passando con carta abrasiva via via più fine. Se intendi dotarti di un kit di lucidatura per trapano o per mola, potrai da questo punto sfruttarlo. Disco per sgrossatura (in corda) con relativo panetto, più passate sino a che a superficie non sia quanto più omogenea possibile. Poi vai di rifinitura (uno o due dischi con relativi panetti, a seconda del kit). Se non compri il kit di lucidatura, può andare avanti con la carta abrasiva, di grana sempre più fine; quando mi è capitato ho sempre proceduto con carta e Svitol, con ottimi risultati Per la finitura va bene anche la lana d'acciaio fine e, per completare, pasta abrasiva ed altri abrasivi specifici (Sidol, Iosso, etc.). Se vuoi investire qualche soldo (ha senso se vuoi lucidare un bel po' di materiale), ti conviene comprare una mola di potenza non troppo ridotta (almeno 250W) e l'apposito kit di lucidatura. Ti darà soddisfazioni.
  8. Non ho alcun ruolo nell'associazione e non ne conosco le procedure, per cui, ahimè, non posso essere d'aiuto.
  9. Marben

    Decal rodaggio

    Ch'io sappia, dal 1966 (vedi il mio sito linkato sopra) è in uso quella con l'indicazione della pressione pneumatici. Sicuro che non si debba applicare della colla sotto alla carta decal? Non ho esperienza con le carte attuali, ma in passato ho avuto a che fare con vecchissime decal per biciclette. In quel caso ho applicato colla spray (trasparente) con ottimo risultato. Una volta asciutta la colla si bagna la carta protettiva con una spugna, sino a che questa si stacca dalla decal senza alcun danno. In teoria no, se noti nel mio file due non ci stanno perché, come in origine, ho lasciato lo spazio non stampato attorno al bordo. Vedo che tu hai ritagliato tutt'attorno al bordo; sappi che le decal originali non erano così, infatti molte conservate sono ingiallite mostrando gli spazi all'esterno del bordo rosso (come del resto è negli adesivi repro attuali).
  10. Marben

    Getti Polini 177

    Il discorso dei travasi prescinde dal carburatore: il terzo travaso del cilindro Polini non trova riscontro nel piano di base dei carter Sprint. Ovvero montando il cilindro senza interventi non si ha tenuta ermetica, con inevitabili trafilaggi (di olio e di aria). Tu sei intervenuto in qualche modo per garantire la tenuta?
  11. Escludendo che il telaio sia sfondato, credo proprio che ti abbiano venduto un ammortizzatore non corrispondente alle richieste. Il risultato è evidente.
  12. Marben

    Foto FMI

    Anche perché c'è ruggine!
  13. Ti conviene fare in modo che lo sfondo sia più uniforme, eventualmente aggiungendo un lenzuolo dietro. Centra meglio le inquadrature, se riesci a tenere la ruota anteriore sempre ben allineata tanto meglio. Comunque l'altezza del posteriore non è affatto corretta. Hai montato un ammortizzatore tipo "unificato small" senza adottare il necessario distanziale. Guarda la distanza fra il bordo del cofano ed il coperchio selettore e te ne renderai conto. Il bullone della traversa motore è montato alla rovescia; non penso che un esaminatore si soffermerebbe su questo, ma meglio rimediare.
  14. Marben

    Getti Polini 177

    Infatti... Col terzo travaso come hai fatto? Senza riportare materiale non c'è tenuta in corrispondenza del terzo travaso. Inviato dal mio Siemens S62 Infatti... Col terzo travaso come hai fatto? Senza riportare materiale non c'è tenuta in corrispondenza del terzo travaso. Inviato dal mio Siemens S62
  15. Marben

    Getti Polini 177

    Come minimo monterei un 20/20, come getti una configurazione tipica è la 160-BE3-108, minimo 48-160. Configurazione da verificare sul campo, ingrassando o smagrendo se necessario.
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